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2018/04 - Diffondere cultura imprenditoriale

Una cosa molto intelligente ed importante dei meeting della Zucchetti ai quali ho partecipato è la capacità del team commerciale di proporre problematiche tangibili sulle difficoltà di vendita che i vari partners si trovano ad affrontare. Nell’edizione 2018 è emerso molto forte il problema dell’educazione digitale della classe dirigente, la quale non ne capisce l’importanza e la vive solo come una evoluzione obbligatoria che implica costi aggiuntivi e che per qualche sciagurato motivo deve essere fatta; a volte poi ci si mette anche lo Stato a spingere in avanti qualcosa che lo stesso capisce o recepisce molto poco.

Tolti tutti i preamboli, il digitale è un problema per l’imprenditore italiano. Lo è perché noi imprenditori non siamo stati istruiti a leggere i dati ed il digitale non fa altro che produrre dati, tanti dati. Le nostre scelte sono per lo più basate su impressioni, visioni lungimiranti o meno, sensazioni o emozioni che abbiamo provato guardando o partecipando a qualcosa. Tutto più che giusto sino a qui. Ma concretizzare un investimento passa anche per il suo controllo ed i numeri ci devono dare la misura di quanto stiamo facendo o dove ci stiamo dirigendo.

Anche la semplice rivisitazione della spesa corrente o meglio il risparmio o il taglio dei costi su quanto già abbiamo deve passare per la lettura di dati. Dove questa analisi dati non viene fatta, il taglio della spesa rischia sempre di avere un effetto di ritorno che spesso aumenta altre spese creando uno sbilancio organizzativo ed operativo da gestire con altre problematiche specifiche.

Nella stessa sala di partners Zucchetti (mille persone) è stato più volte evidenziato che in pochissimi operano al proprio interno una raccolta e lettura dei dati aziendali. Badate bene che questi dati non sono solo report di produzione, ma sono ogni cosa che capita in azienda e che spesso diamo per scontato o peggio “conosco perfettamente”. Un esempio il personale dipendente; se leghiamo i dati al personale dipendente, credo che pochissimi abbiamo mai fatto compilare questionari di soddisfazione del proprio dipendente o abbiamo mai lavorato nell’ottica di ottenere il massimo confort per il collega. E’ ormai assodato che solo in presenza del confort del dipendente si ottengono i massimi risultati dallo stesso. Molto spesso fare una indagine periodica sugli strumenti che usano, sulla qualità del lavoro e sulle loro proposte potrebbe aprire nuovi scenari impensabili ed anche miglioramenti qualitativi che poi si ripercuotono inesorabilmente sulla produttività.

Di questi esempi è possibile averne tanti, ma rimane poi il problema di doverli leggere. Quest’ultimo è sempre lo scoglio più grande ed il vero problema dei manager; se non so come interpretare i dati significa che non do ad essi importanza e quindi perché spendere per averli?

Su questo problema la nostra azienda si è riproposta nel 2018 di iniziare una serie di incontri con personale autorevole in modo da iniziare dalle basi per poi mostrare quanto i software di Zucchetti, ed anche le nostre personalizzazioni, posso aiutare a tale scopo. A breve i dettagli dell’iniziativa.

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